Insalata ai frutti di bosco, funghi e tofu grigliato

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Mettici una settimana senza pupi. Lui ed io. Cene a bordo lago, apericena con amici al seguito, lume di candela sulla terrazza di casa. E il resto? Beh lavoro in tutta solitudine a rincorrere nuovi progetti, con la cucina però praticamente chiusa. Se non fosse per le insalate da sperimentare sola soletta a pranzo. Che io adoro, soprattutto quando il caldo sale. L’insalata ideale?  Una combinazione perfetta di agrodolce, nota aromatica, croccantezza e profumo di stagione. Et voilà il proprio Lui, uhm, insalata perfetta a base di frutti di bosco, funghi, pomodori neri, mandorle e tufo grigliato.

Oggi che è lunedì e la pupa grande è tornata, pare che i giorni siano volati. E’ stato emozionante rivedere Alice dopo una intera settimana trascorsa in montagna con la scuola. Come se soli sette giorni potessero già trasformare i tratti e la luce e riconsegnarmi un’Alice diversa. Molto simile a me, ma già così lei verso il suo volo.

Fra una manciata di giorni recuperati gli altri due pupi al mare, si parte. Grecia, di nuovo, perché lì nuove isole è uguale nuovo viaggio.

Ritorniamo all’insalata. Che ho mangiato in religioso silenzio dopo aver fatto le foto venerdì e ho riproposto sabato sera per la cenetta Lui ed io, abbinata a un risottino ai mirtilli, funghi e timo limonato.

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In un angolo della terrazza quest’anno ho sistemato tre bei vasoni per ospitare pomodori, fragole e insalate… Non avendo un orto vero e proprio mi sono dovuta contenere e ho scelto pomodori un po’ particolari. Come quelli neri, che sono finiti nell’insalata di oggi.

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Ultimamente capita spesso che l’insalata sia per me una combinazione di verdura e… frutta. Con le fragole ma anche i lamponi o le arance preparo il condimento stesso, oltre ad aggiungerle a pezzetti.

Un altro particolare che amo molto è l’aggiunta delle erbe aromatiche (anche queste in abbondanza sulla terrazza:-)): non solo basilico ma anche timo, limoncina, finocchietto selvatico, aneto…

E poi la croccantezza: frutta secca, semi o pane secco a dadini.
Infine il tofu: in versione completamente veglie ho sostituito il formaggio che a volte unisco con del tofu, che si presta bene anche ad essere grigliato con un filo leggero di olio aromatico (limone, basilico etc…).

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La ricetta (per due)

  • 250 g di insalata mista (per me misticanza mista con rucola, vieta rossa e soncino)
  • 100 g di tofu
  • 50 g di funghi tipo champignon
  • 50 g di lamponi
  • 50 g di more
  • 50 g di mirtilli
  • una manciata di mandorle
  • qualche pomodorino (per me nero)
  • olio extravergine d’oliva
  • fluer de sel (per me aromatizzato alla vaniglia)
  • due fette di pane tipo pugliese o ai cereali a grano duro
  • erbe aromatiche: per me timo limonato, timo e basilico greco

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Come si fa

Per prima cosa lava l’insalata e lasciala asciugare in un panno da cucina senza strizzarla o altro. Affetta a lamine sottile i funghi dopo averli puliti e lavati. Ricava dal tofu dei cubetti, ungili leggermente di olio (per me al limone) e falli grigliare per un minuto per lato. Quindi recuperali e mettili da parte.

Tosta leggermente anche le fette di pane e mettile da parte.
Lava i pomodorini e i frutti di bosco.
Ora prepara la citronette di lamponi: frulla 5-6 lamponi con 3-4 cucchiai di olio Evo, un pizzico di sale (per me alla vaniglia) e due o tre foglioline di timo limonato e basilico (per me greco).

Assembla i vari ingredienti: l’insalata, i frutti di bosco, i funghi a lamelle sottili, le erbe aromatiche a foglioline, i pomodorini (se sono piccoli lasciali interi), il tufo e qualche mandorla (lasciane un paio da parte). Mescola e condisci con la citronette ai lamponi e un paio di mandorle grattugiate. Servi l’insalata su una fetta di pane tostato.

Strozzapreti primavera: fave, piselli e asparagi selvatici

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Non so bene dove si sia cacciata la primavera, probabilmente ha deciso di farsi un giro da qualche altra parte. O forse è proprio primavera in quell’essere sospesi su un’altalena di grigio e azzurro, una mezza stagione che si vorrebbe sempre più simile all’estate. Sul banco “verdurifero” però non ci sono dubbi, tanto che nell’ultimo giro al mercato ho fatto incetta di bacelli  per un piatto di strozzapreti “risottati” con fave, piselli, asparagi selvatici e … fiori.

E’ impossibile per la sottoscritta resistere a primavera ai bacelli freschi tanto più che qui da noi vige il rito della sgranatura. Perché adoro il gusto di piselli e fave freschi (e questi strozzapreti primavera erano veramente notevoli tanto più che ho scelto di risottarli) ma non altrettanto la sgranatura a meno che non ci si faccia dare una mano da aiutanti valorosi. Negli anni ne ho collezionati ben tre.

L’ultimo certo, poco meno di un metro, assomiglia più a un tornado unno che a un piccolo chef. Ovvio, lui ce la mette tutta. Prendiamo fave e piselli: si è issato sulla sedia e ha cominciato a servirsi di mani, denti e bocca per la sgranatura (devo dire stile unico, mai visto con le pupe). E una volta riuscito nell’impresa, non si accontentato di riempire scodelle e tuffare mani ma ha cominciato a bersagliare la cucina di destri e sinistri senza racchetta.

Fava, pisello e ancora fava. Ed è stato lì che mi sono chiesta se dopotutto sia valsa la pena avere un aiutante:-).

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L’orticello sul mio terrazzo non ha invece alcun dubbio sulla primavera: pomodori, fragole, insalatina sono un chiaro invito a farsi da parte all’inverno, mentre l’angolo “erbe aromatiche” è un trionfo di verde e fiori. Sì, fiori color violetto  di erba cipollina, da far invidia a rose e tulipani.

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Impossibile resistere a infilarli in cucina, dopotutto col loro vago sentore di cipolla e aglio ben si sposano qui e là. Ieri, ad esempio, hanno decorato dei bicchierini fingerfood molto veloci, con asparagi bianchi a nastro, fragole a dadini e la loro citronette, mandorle e pane croccante.

Oggi sono finiti anche negli strozzapreti. Tagliuzzati qui e là prima di servire il piatto.

“Risottare” la pasta è ormai diventata quasi un’abitudine che esercito con piacere: spesso la preparo con risoni o ditalini mantecando alla fine con del formaggio fresco: è veloce e pratico, ai bambini piace molto.

Avevo dei dubbi sugli strozzapreti, un formato molto più grosso e consistente, in realtà il brodo di cottura di fave e piselli ha compiuto il suo miracolo consegnando un piatto verde primavera, con tanti legumi,

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La ricetta. Per 4-5.

Ingredienti

  • 300 g di strozzapreti freschi
  • 1 kg di bacelli di piselli (circa 200 g di piselli)
  • una decina di asparagi selvatici
  • 800 g di bacelli di fave (per avere circa 100-150 g di fave)
  • cipollotto
  • mandorle in granella
  • parmigiano Reggiano a scaglie
  • sale
  • olio extravergine d’oliva
  • scorza di limone
  • erbe aromatiche (per me timo ed erba cipollina in fiori)

 

Come si fa

Prima fase. Sgranatura di piselli e fave: premi leggermente lungo il macello con pollice e indice e apri delicatamente. Ricordati che una volta sgranati puoi anche scegliere di fare scorta: basta congelarli. Una volta sgranati e lavati, cucina i piselli e le fave: io ho deciso di bollirli per poter poi utilizzare il brodo per la cottura della pasta. Possono però anche essere cotti al vapore (circa 10-15 minuti). Per la bollitura non li ho portati del tutto a cottura per poter poi termine mentre risottavo la pasta.  Recupera i legumi, elimina la pellicina esterna delle fave.
Sciacqua gli asparagi, elimina la parte più dura (che ho buttato nell’acqua di cottura dei legumi) e tagliali in due o tre pezzi (quelli selvatici sono molto fini potresti addirittura tenerli interi)

Fai appassire qualche fettina di cipollotto con due cucchiai di olio EVO, aggiungi gli asparagi. Mescola e lascia cuocere con qualche cucchiaio di brodo di cottura per qualche minuto. Unisci quindi la pasta, bagnala con il brodo vegetale e aggiungi anche i legumi. Continua a mescolare e aggiungere brodo all’occorrenza. Aggiusta di sale.

Profuma a fine cottura con poca scorza di limone e qualche fogliolina di timo, decora il piatto con della granella di mandorle, scaglie di Parmigiano e i fiori (se disponibili) di erba cipollina. Buona primavera nel piatto!

 

Strascinati e cime di rapone delle Murge

Strascinati e rapone

Sono completamente e irrimediabilmente distratta. Tutta colpa di ieri. Lontano da casa, a contemplare montagne, nuvole che corrono con il naso all’insù, su prati che poco lontano hanno ancora qualche pennellata di bianco. Sul fondo note che ti invitano a perderti, come fosse il regalo più prezioso. Due giorni a due, come se gli anni fossero un dettaglio insignificante e il tempo da consumarlo in una risata. Alla fine la vita è inaspettatamente leggera quando ci si perde in qualcun altro.
La cucina di casa ha risentito di tutta quella luce: ho ritrovato anche quest’anno il rapone delle Murge (proprio simili  alle cime di rapa, ma con ammiccanti fiori gialli sparsi qua e là) e sono finiti nella ricetta di oggi.

(altro…)

Cous cous alla greca per Ferragosto

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L’ho fatta e rifatta spesso. Ovviamente in molteplici variazioni. Tutte veloci, fresche e con un fantastico mix (almeno per i miei, anzi, nostri gusti) di verdure, frutta, croccante e aromatico.

L’ispirazione iniziale è naturalmente greca, perché al ritorno da un viaggio per me è naturale farsi prendere delle suggestioni vissute. Quindi aperitivi a base di ouzo e mastika, ma anche insalate e spiedini simil souvlaki.

Il caldo poi di questo mese a casa ha contribuito a tenermi lontano, lontano da tutto ciò che implica forno e fornelli. In compenso ho sperimentato innumerevoli insalate e gazpachi (ottimo pomodori, fragole e anguria, ma anche melone e semplice semplice menta e zucchine).

Da una settimana le pupe sono al mare. E questo significa che la cucina si è ridotta ancor di più all’essenziale (sì, beh, ci sono le pappe non più pappe di Edo:-)) e si sono intensificate le uscite, approfittando della trasferte del pupo dalla nonna rimasta. Una libertà di decisioni (di svago:-)) che ha un’ebbrezza tutta estiva. Quasi fosse più vacanza questa delle vacanze vere.

Le insalate, soprattutto nella pausa pranzo quasi solitaria, sono diventate un ospite fisso a tavola.

In Grecia, a Paros, mi sono innamorata di una versione locale con grosse fette di pane secco integrale (che io tornata ho ricreato prima con il pane acquistato lì poi con le freselle calabresi): il pane assorbe olio e succo di pomodoro (quasi fosse un lontano cugino della panzanella o del pane “cunzuto” siciliano) e per me diventa veramente irresistibile nella sua banale semplicità.

La versione di oggi è una di quelle che ho sperimentato con le bambine, perchè si rivela, con l’aggiunta di cous cous, un piatto completo pronto in massimo 15 minuti 15, da accompagnare con succo di sambuco e palline di anguria.

Perfetto anche da portare in riva al mare o per il pic nic sul prato a Ferragosto. O semplicemente da servire in terrazza, a casa (come farò io domani, pioggia permettendo:-)).

Buon Ferragosto, o buone vacanze quelle che state facendo o quelle che farete (noi aspettiamo fine mese per il giro di fine estate sull’isola!).

La ricetta.

Ingredienti (per 4)

4 fette di pane secco (o friselle)

180 g di cous cous

2o0 g di pomodorini

1 grossa fetta di anguria

100 g di olive nere e verdi

1 peperone giallo

1/2 cipolla rossa di Tropea

olio extravergine d’oliva

sale

erbe miste (io sto usando un mix per insalata greca, con origano, aneto, timo, basilico)

100 g di feta

brodo vegetale

Come si fa

Riscaldate il brodo vegetale, nel frattempo sgranate a forchetta il cous cous in una ciotola capiente con un paio di cucchiai di olio extravergine e un cucchiaino di sale. Versate il brodo fino a coprire il cous cous e lasciate riposare per qualche minuto. L’acqua dovrà essere del tutto assorbita, se necessario aggiungetene ancora qualche cucchiaio.

Lavate i pomodorini e tagliateli a spicchi piccoli, conditeli con olio e sale. Ricavate con uno scavino delle palline dalla fetta di anguria.

Tagliate il peperone ben lavato in falde non troppo grosse, affettate sottilmente la cipolla rossa.

Sbriciolate la feta.

Assemblate gli ingredienti, cous cous, verdure e anguria, aggiungete la feta sbricciolata e servite il cous cous su una fetta di pane secco con un filo di olio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Hamburger di fiori di erba cipollina e piselli

E’ stato un fine settimana intenso di una lunga settimana intensa. Bello, emoziante e divertente. Lo spettacolo di fine anno, nido e scuola, delle pupe, i laboratori che ho tenuto nei giardini di Villa Reale a Monza, benedetti da due giornate di sole e cielo azzurro estivo, e il "galà" di danza dell’Aliciotta (ma quanto vola il tempo da quando ci salutò, tre enne, dal palco, in scarpette e tutù?).

E oggi è lunedì, la mia colonna forno è morta (e sono in tredipa attesa del salvatore, anzi salvatori che il forno pesa assai, alias elettricista), la mia auto è resuscitata da un paio d’ore fa (grazie al valoroso meccanico giusto fin sotto casa in mio soccorso) e io scrivo contemplando le piante del terrazzo che mi stanno regalando immense soddisfazioni.

Ecco, sì, parliamo di loro. C’è il gelsomino, un melograno arrivato settimana scorsa (che però non fa le melegrane per il dolore dei piccoli di casa che già pensavano a dei raccolti autunnali), l’acero bianco e l’angolo "coltivo io". Chiamatelo piccolo orticello, piccolo. Tante erbe aromatiche. Un paio di piantine di pomodoro e le fragole, tanto basta per creare la magia per i miei coinquilini, taglia un metro e sotto. 

Le erbe aromatiche. Sono rinate dall’anno scorso (ecco, il coriandolo no e allora ho recuperato i semi e li abbiamo piantati), capitanate da Miss Erba Cipollina, uno spettacolo. I fiori sono belli, anzi bellissimi, come dice Lea. E profumano di erba cipollina. Ho cominciato a utilizzarli per cucinare là dove serve un tocco viola di cipolla misto a sentore vago, vago di aglio. Ad esempio nell’insalata con aggiunta di fragole, tocchetti di formaggio e semi misti.

Oppure nella frittata. Prendete gli hamburger di oggi. Ritagliati come fossero fiori, a base di uova, piselli freschi appena sbollentati e scaglie di pecorino romano. Sono finiti nei panini, con un cucchiaino di salsa allo yogurt e fili di erba cipollina. Ma si possono anche infilare in piccoli spiedini, simil lecca lecca. Semplici, veloci, facili da portare anche al pic nic e belli da vedere:-)

piesse: per la sgrantura dei piselli si ringraziano Alice+Lea, che mi sono ritrovata a casa mercoledì malate (ma la malattia è praticamente passata in un pomeriggio:-)) e hanno partecipato con soddisfazione alla preparazione.

Ingredienti (per 4)

6-8 uova (a sesonda della grandezza)

qualche fiore di erba cipollina

un tocchetto di pecorino romano

200 g di piselli freschi (o surgelati)

olio extravergine d’oliva

sale

4 panini da hamburger

yogurt greco

un cucchiaino di succo di limone

 

Come si fa

Sgranate i piselli e sbollentateli in acqua per una dceina di minuti, quindi scolateli e freddateli con acqua corrente.

Sbattete le uova con un pizzico di sale come per fare una frittata. Rivestite una pirofila rettangolare o quadrata di carta da forno, ungetela con dell’olio, versate le uova (a circa un cm di altezza), aggiungete i piselli, un paio di fiori di erba cipollina sminuzzati e delle scaglie di pecorino. Cuocete in forno per 10 minuti circa a 190°. 

Preparate intanto la salsa allo yogurt: mescolate lo yogurt con un cucchiaino di olio, un goccio di succo di limone, un pizzico di sale e due fiori di erba cipollina sminuzzati.

Ritagliate gli hamburger dalla frittata. Imbottite in panini con gli hamburger di frittata e un paio di cucchiaino di salsa allo yogurt.

 

Back to to schoooooool!

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La giornata sa di autunno anche se è ancora estate, forse si è adeguata a rendere più dolce il nuovo anno. Perché sì, ho sempre avuto la netta impressione che settembre fosse una sorta di primo dell’anno, con tutto il suo carico di aspettative, promesse e propositi. La giornata è inziata ieri sera, quando i bimbi dormivano: ho sistemato le ultime cose nella cartella di Alice, ho sostituito la bavaglia nella sacca blu dell’asilo di Lea. Ho preparato la tavola per la colazione: due cuori fucsia acceso in ogni piattino a rendere più lieve i nuovi passi delle pupe.

Lea adora l’asilo ma oggi ha pianto all’arrivederci, parecchio e senza apparente consolazione. Passerà. Lo so. Anche se pesa sul cuore, soprattutto perché senti che sta diventando tanto altro da te.

I bambini, i figli scandiscono inesorabilmente il tempo che passa. Leggerlo da qualche parte, giorni fa, me lo ha ricordato ancora di più.  C’è un miscuglio aggrovigliato di nostalgia, tristezza, orgoglio e felicità a tratti: ho rinunciato a metterci dei confini.

Ovviamente la sottoscritta ha anche innalzato inni di gaudio per le giornate, piccolo Lui a parte (ma c’è la santa nonna), si stanno di nuovo liberando permettendomi di concentrarmi su nuovi progetti (e non solo di correre dietro al lavoro quotidiano). Ho bisogno di idee e ore, di tempo per riappropiarmi di … me stessa:-).

Oggi la scuola è ancora a metà, per soddisfazione di Alice che non sopporta il vitto, leggi mensa, perché tutto a casa è “più buono”e lei è una dai gusti semplici ma decisi e “da buongustaia”:-).

Per il suo ritorno è uscita questa pasta, ancora a base di zucchine gialle, unite questa volta a fagiolini sempre gialli e un pesto di erbe fresche di produzione casalinga. Devo dire che zucchine e fagiolini gialli sono un bel diversivo anche per quei bimbi che hanno un’allergia al verde nel piatto:-)

L’ho preparata fra l’andata e il ritorno dal ritiro delle pupe. Piaciuta, sì, anche a Miss Lea che ha allunagto le mani sulle pennette nonostante avesse già pranzato al nido.

Ingredienti (per 3)

circa 200 g di mezze penne

2 zucchine gialle (o verdi)

200 g di fagiolini gialli

1 cipollotto

una ventina di foglie di menta

qualche foglia di citronella

Parmigiano reggiano
una manciata di nocciole tostate

olio extravergine d’oliva

Procedimento

Lava le verdure e taglia i fagiolini a tocchetti di mezzo centimetro. Grattugia le zucchine a julienne, lasciandone da parte qualcuna da affettare a nastro (io di solito utilizzo una sorta di tempera verdure che permette effetti strepitosi!).

Affetta finemente il cipollotto e fallo stufare con un paio di cucchiai di olio extravergine, aggiungi le verdure eccetto le zucchine a nastro (da unire dopo qualche minuto). Aggiusta di sale, profuma con una foglia di menta e cuoci le verdure lasciandole croccanti.

Riscalda abbondante acqua salata per la pasta. Nel frattempo prepara il pesto: frulla menta, citronella, con un pezzetto di parmigiano (circa 30 g), due cucchiai belli colmi di olio extarvergine d’oliva e una manciata di nocciole.

Quando l’acqua bolle butta le penne e porta a cottura. Fai saltare la pasta in padella con le verdure, condisci col pesto e porta a tavola!