Il Calendario dello Svezzamento

La tarte col cuore rosso lampone

La vita a volte va troppo in fretta. Anzi è meglio dire che è troppo affollata e non mi lascia il tempo di annotare. Scrivere. Tenere traccia. Prendete il post di oggi. Era da scrivere un paio di settimane fa. Per ricordare la Miss di casa, la leoncina  molto simile a una farfalla. Lea, coi suoi tre anni, l'8 marzo. Però è stato impossibile raccontare. Perché nel mentre ci sono state consegne di lavoro, il correre quotidiano, valigie da preparare, una vacanza sulla neve e un ritorno con tanto di corso di cucina il giorno dopo (ce l'ho f-a-t-t-a e non ci credevo:-)).

Oggi è lunedì. Sole pieno, i primi fiori sul terrazzo (che soddisfazione!), quasi tutto sotto controllo e una mezz'oretta per scrivere. 

La zuppa di cipolle al cucchiaino

Ci sono giornate che sanno già di primavera. E' periodo di attesa, piante, cielo, animali e persone pronti a risvegliarsi. E' periodo di passaggio, con quei campi che sussurrano il 21 che sta arrivando. L'inverno però è ancora qui. Le montagne in lontananza, da noi, sono imbiancate, anche le cime più vicine.

E la sera, soprattutto per chi come noi è stato malato a turno, ti mette ancora una voglia di coccole, di un piatto caldo che riconcili con la giornata.

Non ho mai presentato una delle nostre zuppe preferite. E dico nostre che non l'avrei mai immaginato, seduta anni fa in un bistrot parigino, che la zuppa di cipolle dolci potesse diventare un piatto del cuore anche per i bambini. Però così è stato. Sarà per via delle cipolle, appunto così dolci e francesi, sarà per via di quel profumo alla cannella che ci aggiungo io, sarà per via del cucchiaino di pane da intingolare e sgranocchiare. 

Waffel, gaufre o waffle: è Carnevale!

Ne sono sempre stata affascinata. Credo sia dovuto alla frequentazione dei paesi nordici: solitamente in inverno, solitamente a ridosso di Natale se si escludono i periodi delle vacanze studio. E quel profumo che si perde nell'aria catturandoti come un cane segugio (almeno nel mio caso) ha una presa che niente al confronto o quasi. Per me sono meglio delle frittelle, quelle che si consumano per strada. E per anni ho inseguito la possibilità di farmele home made, tutte quelle volte che avevo voglia di Nord, di qualcosa di morbido e soprattutto veloce. Poi è arrivata lei. La cialdiera. Infilata tra parentesi fra un acquisto e l'altro. Bene, è stato amore anche per i pupi (prima Alice e Lea, ormai anche Edo). Gaufre, waffle, nido d'ape, ma per me soprattutto waffel, alla tedesca. 

 

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