Di solito le novità arrivano ad inizio settimana. Bè al bando le regole che arriva Alice-pedia. E a onor del vero  si tratta di una rubrica nuova più un pezzo, considerato che la seconda (Li’l spoon in London) sta lì, paziente ad aspettare la partenza della sottoscritta.

Prima di tutto diamo al webguru quello che è del webguro visto che stavolta ha fatto meglio del copy e partorito i due titoli per i nuovi compagni di speciali:-).

E poi breve, breve vi dico che Alice-pedia conterrà i post mensili di due amiche del cucchiaino, una pediatra, Alessandra e un’infermiera, Gabriella (sì la mitica Gabriella della bibbia salva svezzamento). Parleranno di svezzamento e bebè, of course sempre con riferimento alla cucina (per la serie vietato chiedere come risolvere l’otite che attanaglia da giorni il vostro pargolo:-)).
Che senso ha? La sottoscritta ci ha meditato, ha avuto i suoi dubbi e ha pensato che alla fine, visto che è donna di lettere e non di scienza, non sarebbe stato male affidare di tanto in tanto voce a due amiche. Ecco questa è la cosa fondamentale: si tratta di donne di scienza ma soprattutto di amiche delle quali mi fiderei (e mi sono fidata) per la mia pupa.

Invece per li’l spoon in London stay tuned:-).

Ecco quindi il post di Alessandra (per la cronoca dott. ssa Alessandra Zenga, pediatra presso l’Ospedale Buzzi di Milano).
 

Tema? Svezzamento, quando e come.

Una domanda che spesso mi fanno le mamme riguarda l’introduzione di nuovi alimenti nella dieta del bambino, che sta assumendo solo il latte materno o in formula.
Chiariamo alcuni concetti che ci permetteranno di comprendere meglio insieme questa fase delicata per il bebè.
Con il termine di divezzamento intendiamo il passaggio per il bambino dall’abitudine alimentare  esclusivamente lattea all’assunzione di alimenti solidi e liquidi con modalità diversa dall’allattamento al seno o in formula.

Le abitudini legate al divezzamento sono in genere molto differenti tra culture e sono dettate dalle diverse tradizioni e disponibilità di alimenti nei diversi paesi.

Un interrogativo frequente è :”perchè gli devo dare qualcos’altro, il mio latte non è più buono? Non basta più il latte?”

Il divezzamento consiste nell’introduzione di alimenti che consentano al bambino di mantenere un buono stato di salute unitamente ad un adeguato stato nutrizionale in un periodo di rapida crescita dell’organismo. La necessità di introdurre nuovi alimenti diversi dal latte materno risiede nel fatto che dopo i sei mesi di vita i fabbisogni nutrizionali non vengono soddisfatti completamente dal solo latte materno o da quello in formula. L’offerta di altri cibi e/o bevande viene definito “alimentazione complementare”  che nasce dal concetto di “rendere complete” le sostanze nutritive offerte dall’alimentazione lattea.

Si divezza quindi perchè sopravviene un’insufficienza dell’allattamento al seno esclusivo relativamente all’apporto di energia, proteine(soprattutto quelle ad elevato valore biologico), acidi grassi essenziali, ferro, zinco, vitamine liposolubili come la vitamina A e la vitamina D. L’introduzione di alimenti solidi modifica la dieta da iperlipidica a iperglucidica. Questo cambiamento porta a livello cellulare e sub-cellulare a modifiche che portano alla sintesi di enzimi necessari per i processi digestivi.

 

Quindi quando divezzare?

La risposta  è molto semplice e ce la fornisce l’organizzazione mondiale della sanità (OMS) che raccomanda alle mamme di allattare esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita e quindi iniziare il divezzamento.

Non sempre però è possibile seguire questa regola: esistono diverse necessità da parte dei genitori, per cui ci affidiamo a quello che afferma l’ESPGHAN ( European Society Pediatrics Gastronetrology Hepatology and Nutrition): il divezzamento non andrebbe iniziato prima del 120° giorno di vita e non oltre il 180°. Queste indicazioni sono dettate dal fatto che prima di questo periodo il bambino non ha necessità di introdurre nuovi alimenti, non ha ancora raggiunto una maturità renale ed intestinale che gli consenta di supportare un aumentato carico proteico e l’introduzione di nuovi alimenti. Inoltre bisogna tener conto che fino al sesto mese di vita circa il bambino ha il riflesso unidirezionale di estrusione dei solidi che gli permette di espellere alimenti solidi dalla bocca a difesa delle vie respiratorie".