
che scendeva giù dal monte. Aveva perso, poverinooo, il suo bel codino. era diventato pappa, di quelle divertenti. Per chi? Bè sicuramente per chi la crea e poi per il bebè che se la mangia. Più che una pappa è una storia. Quella del serpente che andava piatton piattoni. E poi è una variazione: piattoni, sì ancora loro, ancora di venerdì, ma bianchi, bianchi, candidi, candidi, almeno per la coda.

Sì è ancora questione di rape. Questa volta non si tratta nè di navet nè di turnips, tantomeno di rutabaga. E ne sono ben sicura, grazie alla boccia di sedano rapa.
Oggi è scomparsa la pioggerellina fastidiosa, tipologia british, ma il cielo è ancora grigio, pallore smorto. Che c’entra col sedano? Bè è stato naturale ripiegare su una vellutata bianco pastello intonata allo scenario. La cosa buffa è che ho avuto la cucina affollata di verdure primaverili per pasticciamenti culinari del cucchiaino su altre sedi, sulle riviste si sa si gioca d’anticipo, e a me è toccato ripiegare sul reparto surgelati per far finta che fosse già maggio. Una tristezza, lo ammetto, ma Mr Sedano Rapa, lui no, è autentico prodotto del mercato di fine inverno.