
Pensa a un mercato un po' radical/etno chic, cornice vecchio vittoriana di un biscottificio in disuso, un po' yuppie ma anche tanto bio e posizionalo all'estremo sud del continente africano. Bene avrai la sensazione strana di essere dalle parti di Londra (vi ricordate il Borough Market?) piuttosto che nella terra dei leoni e della terra rossa. Aggiungici la possibilità, in poco più di mezz'ora di auto, di fermarti per un bicchiere di Merlot in una cantina dall'architettura franco-ugonotta e ti parrà di non aver mai lasciato l'Europa.
Devo dire che è stata in assoluto la prima volta che mi è capitato qualcosa del genere all'interno dei confini africani. Bello o brutto? Non saprei, certo della serie "questo non me l'aspettavo".

Immaginatevi un mercato vecchio di 700 anni (ma se si va proprio indietro potrebbero contarsi 2000 anni): qui si danno appuntamento da ogni parte della Gran Bretagna coltivatori, allevatori, pescivendoli, fomaggiai, fiorai e cioccolatai. Immaginatevi Londra, la City e il Tower Bridge, e tutte quelle facce così diverse che ti capita di incontrare in pochi metri on foot.
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