
Qualcuno in questi giorni sta pensando di cucinare, ossia accendere i fuochi, mettere a temperatura il forno e tutta questa serie di cose? Se sì o abitate in un posto che sta vicino ai pinguini oppure siete dei masochisti. Io no.
Quando l'altro giorno tornando nel traffico milanese ho dato un occhio alla temperatura (ma perché mai continuano a dirci che ci sono 34° e io ne sento tipo 50?? lo so, lo so è l'umidità maledetta padana) ho pensato che non potevo farcela. Giuro. Ho sognato casa, nemmeno fossi persa nel deserto in groppa ad un povero cammello. Nemmeno l'acqua (forse perché a temperatura ambiente) mi bastava. Ho sognato uno smoothie. Volevo uno smoothie.
E' il rito di queste due ultime settimane. La raccolta delle nespole nel giardino dei nonni. Anzi delle "mespole". Arrivo, richiesta, corsa e strappo dal povero alberello. E' stato così che ho cominciato ad interessarmi al soggetto, per il quale ammetto vergognosa ignoranza (sarà per via di tutta quella pazienza che pare richiedere il frutto e la sottoscritta non ha??).
La pupa esige di solito una buona dose da condurre a casetta. E "mespola" oggi, "mespola" domani, accumula, accumula. Dopotutto il rametto, di nespole, pare essere stato per secoli e secoli un fantastico regalo per la donna amata. Della serie ditelo con le "mespole" invece che con le rose.