Il Calendario dello Svezzamento

Topic “Biscotti”

Crinkle cookies o coriandoli?

 La sensazione di questi giorni è quella di essere stati catapultati dal dopo Natale e compleanno nel vortice multicolor del Carnevale. Passando attraverso una dimensione altra di luce, estate e azzurri smeraldi (di cui prometto racconto a breve!). In tutto ciò, ho faticato a collocare il nostro Carnevale (quello ambrosiano) tanto da mettermi a biscottare a colori e a pensare a costumi e stelle filanti per ognuno dei tre pupi settimana scorsa. Bene, martedì grasso non è questo ma il prossimo,  così avete tutto il tempo per biscottare anche voi creando tanti coriandoli da mangiucchiare a mano libera.

Pan dei morti

E' incredibile come le cose più scontate se ne stiano buone buone lì ad aspettare di essere scoperte. Alle volte si tratta di guardarle come fosse la prima volta (e in questo i bambini aiutano parecchio), altre di fermarsi e lasciarsi coinvolgere. Alle volte si tratta di scoperte preziose, altre di una semplice ricetta.

I pan dei morti (o ossa dei morti) a casa nostra sono strettamente legati a questi giorni grigi di fine ottobre. Più di tutte le preparazioni per Halloween che di anno in anno sperimentiamo: divertenti, sì, ma sempre diverse perché niente ci obbliga a ripeterle identiche e non passare oltre. Invece le ossa dei morti sono così tipicamente lombarde che non manca anno che non finiscano fra le nostre mani. La cosa più incredibile di tutto ciò è che mai, e poi mai, li ho preparati direttamente io. Li ho sempre acquistati dal nostro panettiere. Fino all'altro giorno, quando trovandomi di fronte al solito vassoio di pan dei morti Alice non mi ha chiesto se potevamo farli a casa. E così è stato. Il risultato? Talmente buoni da rifarli per ben due volte. Così speciali da farmi sorridere al pensiero del loro potere di riportarci per una notte i defunti (perché la tradizione così recita da noi).

Perché a dicembre.

La stanchezza, il tempo che non c'è. E' una combinazione complicata, spesso scomoda, per lo più faticosa. Che però ha dei piccoli vantaggi. Ti obbliga a fare delle scelte. Ad eliminare quello che non sta nelle tue mani, o che scopri alla fine scivolare via appena i tuoi occhi si spostano altrove. Cerco di concentrarmi: mi pongo domande continuamente, sottovoce, mentre faccio altro. E tento di capire come scrollarmi via tutto ciò che mi appesantisce, zavorre inutili, insospettabili che rubano attimi. 

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