Il Calendario dello Svezzamento

Topic “Il Cucchiaino di Mamma e Papà”

Un Fiorfiore di pasta: pipette d’autunno

Ci sono un paio di ingredienti che in queste settimane sto utilizzando e utilizzando. Una sorta di tormentone gastronomico. Io credo sia colpa della stanchezza che sta diventando cronica e riduce le mie forze creative:-). Sarà, comunque i risultati non sono malvagi, soprattutto se si gioca a divagare. E io a divagare sono brava. Un pensiero qui, un sì là, e la mente altrove. Definiamola capacità multitasking. 
Bene, amo le zuppe, le minestre, le paste risottate quando arrivano i primi freddi. Mi conforta l’idea di avere qualcosa di caldo, colorato e “verdurifero” pronto per la sera. Qualcuno mi chiede come faccio. Preparo in grosse quantità, sfrutto il cestello a vapore e combino gli stessi ingredienti in modi diversi. 

Un Fiorfiore di pasta: i rigatoni al ragù veggie e zucca

Oggi è Halloween. E anche noi ci stiamo attrezzate coi cappelli da streghetta e una lanterna a forma di zucca per tenere lontani gli spiriti cattivi. Non amo troppo la tradizione della notte più terrificante dell’anno soprattutto per quello che riguarda gli aspetti più “trash”, che per me sono travestimenti vampireschi con tanto di denti aguzzi e sangue in vista, o parlando di cucina, di cimiteri e bare da mangiare. Detto questo adoro le zucche. Di ogni tipo e foggia. Sotto forma di vellutata, zuppa e pure risottate sono il mio comfort food collezione autunno-inverno. Bene, quindi questa sera zucca ci sarà. E una delle ricette da sfornare è rigatoni della linea Fiorfiore Coop al ragù di soia e besciamella alla zucca. 

Un Fiorfiore di pasta: panissa di pasta

Immaginate il Monferrato sul finire di settembre. Pendiii dolci, morbidi, puntellati di vigneti, grappoli bianchi e scuri pronti da cogliere per la vendemmia. Un fine settimana di inizio autunno talmente tiepido e solare da parere ancora quasi estate. Un matrimonio a cui partecipare, un castello da fiaba dal quale contemplare il giorno al tramonto. E due giorni in assoluto relax, senza pupe al seguito. Il giorno dopo il matrimonio, con Lui ci siamo aggirati per i paesini vicini e siamo finiti in una delle tante sagre del periodo. Ovviamente abbiamo sperimentato: tutti piatti rigorosamente doc del territorio. Sono rimasta conquistata dalla bagna couda (e sì, sì...) e dalla panissa o “paniscia”. Un risotto contadino, accompagnato da fagioli borlotti, lardo, salsiccia e barbera. 
Al ritorno l’ho rifatto, sostituendo la pasta col riso (lo so che i vercellesi penseranno a un’eresia:-)).

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