Insalata di spaghetti e l’ovetto di Pasqua

pasqua-coniglietti-uova-insalata-aperturaSono giorni di primavera piena, che profumano di erba tagliata, gialli, viola e rossi accesi appena alzi la testa, e di soffioni da tenere in equilibrio precario mentre giochi a chi li fa volare più lontano. Sono giorni che assomigliano alla Pasqua o almeno a quella che ho sempre immaginato: caccia alle uova in giardino, la vita che ancora una volta rinasce nonostante tutto facendo sentire anche noi quasi nuovi, la cucina che si veste a primavera. Sarà per questo che nel mio piatto di Pasqua ho disegnato nidi di spaghetti di verdure (o facce buffe di coniglietto?). Chiamatela insalata, se vi piace,  con la possibilità per chi non si prende troppo sul serio (al pranzo di Pasqua o nel cestino di Pasquetta) che diventi un primo, di quelli da preparare canticchiando, in una manciata di minuti. Insalata di spaghetti con ovetto di Pasqua.

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Insalata ai frutti di bosco, funghi e tofu grigliato

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Mettici una settimana senza pupi. Lui ed io. Cene a bordo lago, apericena con amici al seguito, lume di candela sulla terrazza di casa. E il resto? Beh lavoro in tutta solitudine a rincorrere nuovi progetti, con la cucina però praticamente chiusa. Se non fosse per le insalate da sperimentare sola soletta a pranzo. Che io adoro, soprattutto quando il caldo sale. L’insalata ideale?  Una combinazione perfetta di agrodolce, nota aromatica, croccantezza e profumo di stagione. Et voilà il proprio Lui, uhm, insalata perfetta a base di frutti di bosco, funghi, pomodori neri, mandorle e tufo grigliato.

Oggi che è lunedì e la pupa grande è tornata, pare che i giorni siano volati. E’ stato emozionante rivedere Alice dopo una intera settimana trascorsa in montagna con la scuola. Come se soli sette giorni potessero già trasformare i tratti e la luce e riconsegnarmi un’Alice diversa. Molto simile a me, ma già così lei verso il suo volo.

Fra una manciata di giorni recuperati gli altri due pupi al mare, si parte. Grecia, di nuovo, perché lì nuove isole è uguale nuovo viaggio.

Ritorniamo all’insalata. Che ho mangiato in religioso silenzio dopo aver fatto le foto venerdì e ho riproposto sabato sera per la cenetta Lui ed io, abbinata a un risottino ai mirtilli, funghi e timo limonato.

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In un angolo della terrazza quest’anno ho sistemato tre bei vasoni per ospitare pomodori, fragole e insalate… Non avendo un orto vero e proprio mi sono dovuta contenere e ho scelto pomodori un po’ particolari. Come quelli neri, che sono finiti nell’insalata di oggi.

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Ultimamente capita spesso che l’insalata sia per me una combinazione di verdura e… frutta. Con le fragole ma anche i lamponi o le arance preparo il condimento stesso, oltre ad aggiungerle a pezzetti.

Un altro particolare che amo molto è l’aggiunta delle erbe aromatiche (anche queste in abbondanza sulla terrazza:-)): non solo basilico ma anche timo, limoncina, finocchietto selvatico, aneto…

E poi la croccantezza: frutta secca, semi o pane secco a dadini.
Infine il tofu: in versione completamente veglie ho sostituito il formaggio che a volte unisco con del tofu, che si presta bene anche ad essere grigliato con un filo leggero di olio aromatico (limone, basilico etc…).

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La ricetta (per due)

  • 250 g di insalata mista (per me misticanza mista con rucola, vieta rossa e soncino)
  • 100 g di tofu
  • 50 g di funghi tipo champignon
  • 50 g di lamponi
  • 50 g di more
  • 50 g di mirtilli
  • una manciata di mandorle
  • qualche pomodorino (per me nero)
  • olio extravergine d’oliva
  • fluer de sel (per me aromatizzato alla vaniglia)
  • due fette di pane tipo pugliese o ai cereali a grano duro
  • erbe aromatiche: per me timo limonato, timo e basilico greco

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Come si fa

Per prima cosa lava l’insalata e lasciala asciugare in un panno da cucina senza strizzarla o altro. Affetta a lamine sottile i funghi dopo averli puliti e lavati. Ricava dal tofu dei cubetti, ungili leggermente di olio (per me al limone) e falli grigliare per un minuto per lato. Quindi recuperali e mettili da parte.

Tosta leggermente anche le fette di pane e mettile da parte.
Lava i pomodorini e i frutti di bosco.
Ora prepara la citronette di lamponi: frulla 5-6 lamponi con 3-4 cucchiai di olio Evo, un pizzico di sale (per me alla vaniglia) e due o tre foglioline di timo limonato e basilico (per me greco).

Assembla i vari ingredienti: l’insalata, i frutti di bosco, i funghi a lamelle sottili, le erbe aromatiche a foglioline, i pomodorini (se sono piccoli lasciali interi), il tufo e qualche mandorla (lasciane un paio da parte). Mescola e condisci con la citronette ai lamponi e un paio di mandorle grattugiate. Servi l’insalata su una fetta di pane tostato.

Strascinati e cime di rapone delle Murge

Strascinati e rapone

Sono completamente e irrimediabilmente distratta. Tutta colpa di ieri. Lontano da casa, a contemplare montagne, nuvole che corrono con il naso all’insù, su prati che poco lontano hanno ancora qualche pennellata di bianco. Sul fondo note che ti invitano a perderti, come fosse il regalo più prezioso. Due giorni a due, come se gli anni fossero un dettaglio insignificante e il tempo da consumarlo in una risata. Alla fine la vita è inaspettatamente leggera quando ci si perde in qualcun altro.
La cucina di casa ha risentito di tutta quella luce: ho ritrovato anche quest’anno il rapone delle Murge (proprio simili  alle cime di rapa, ma con ammiccanti fiori gialli sparsi qua e là) e sono finiti nella ricetta di oggi.

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Pollo al latte di cocco e riso pilau

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La cucina è un modo per prolungare il piacere di un viaggio, per rivivere profumi e sapori, per fare a volte il giro del mondo stando fermi alla propria tavola. Di sicuro questo è uno degli aspetti che mi affascinano di più.

Sono tornata da Mauritius con tante, tante spezie, oltre a zucchero, rum e vaniglia. E ho cominciato a sperimentare. Un esempio? La ricetta di oggi a base di pollo al latte di cocco e riso pilau arricchito di lenticchie. Una ricetta per i grandi perfetta anche per i più piccoli.

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Tigelle nere a Capodanno

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Chissà come mai festeggiamo la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo con tanta manifesta spensieratezza. Forse è utto un rito che ci siamo costruiti per non pensare: al tempo che passa, al bilancio dei mesi che abbiamo attraversato,  alle nuove volate a montagne russe che verranno. Si sta sospesi, in una bolla, e tutto appare possibile.

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