
Mi sono accorta solo pochi giorni fa che la Pasqua era veramente dietro l'angolo. Colpa del raffreddore che ha colpito la sottoscritta e la pupetta, della pioggia e della luce, che pare non aver compreso che il 21 a primavera è passato ormai da qualche settimana. Ho messo insieme giusto ieri i piatti per il pranzo di domanica, spedito stamattina Lui e Alice al mercato e messo via, che era ormai ora, i gingilli autunno-inverno in giro per casa. Come dire i cuscini con le renne a Pasqua anche no. E mi sono concetrata su uova, profumi e giallo-verde che sanno di stagione. E' stato allora che ho pensato al nido. Quello da cucinare e quello in cui sono immersa in questo periodo. Completamente e senza rimpianti, senza dito puntato sul mappamondo per pensare e sognare o programmare di essere altrove. Una vera Pasqua di primavera.

Non esiste un'altra stagione che mi metta una simile ebbrezza. C'è l'inverno con la sua magia bianco candido,l'autunno in multicolor e l'estate con i cieli senza nuvole e la luce sfacciata, assoluta. Ma la primavera è unica per quel suo senso di attesa, rinascita, di vita nuova. Ogni volta aspetto il 21, impaziente, annusando l'aria, spiando gli alberi, ascoltando dalla finestra socchiusa i segnali. Quest'anno sono stata meno fedele all'attesa, ho avuto la fortuna di cogliere il 21 nell'8 marzo e oggi, ho la chiara sensazione di trovarmi la primavera in casa. Di accarezzarla e contemplarla con un'ebbrezza tutta nuova. Intensa come i fiori di arancio.