Polpette ai broccoli viola

Polpette Broccoli spinacino-9

 

 

 

 

 

 

 

Viola, viola e ancora viola: di cavoli, e dei loro cugini, e di carote. Perché il viola fa bene, rende forti e in buona salute, giovane e … felici. Almeno la Lea di casa, che preferisce il cavolo declinato in viola. E fu così che nacquero le polpette di broccoli viola.

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Bugie ripiene di Carnevale

Bugie carnevale apertura

Bugie, “busie” ma anche crostoli, galani, frappe, cenci, chiacchiere e “frictilia”, nome quest’ultimo utilizzato per un goloso dolcetto di epoca romana cucinato in grosse quantità per i Saturnali (come dire Carnevale per gli antichi romani) e distribuito alla folla festante. Mi piace dirla alla piemontese “busie” anche se il Carnevale più affascinate per me rimane quello veneziano (e prima o poi ci voglio partecipare vestita domina del ‘700 con tanto di parrucca)

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Fidanzati con peperoni confit, crumble di pane e pistacchi e pesto aromatico

Fidanzati ai peperoni confit, crumble di pane e pistacchi e pesto di erbe aromatiche

Il venerdì è diventato un giorno diverso. Un po’ speciale. C’è l’esercizio della gratitudine. Quello che mi fa rammentare le cinque cose per cui dire grazie quella settimana. Mi aiuta a non dare nulla per scontato ma soprattutto a volere bene alla mia vita, riconciliandomi con la mia insoddisfazione cronica. E c’è il pranzo, non più veloce e consumato davanti allo schermo del Mac perché torna a casa Alice. Quindi cucino. Un esempio? I fidanzati con peperoni confit, un crumble di pane e pistacchi e un pesto messo insieme inserendo nel mortaio erbe aromatiche del terrazzo in ordine sparso.

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Strascinati e cime di rapone delle Murge

Strascinati e rapone

Sono completamente e irrimediabilmente distratta. Tutta colpa di ieri. Lontano da casa, a contemplare montagne, nuvole che corrono con il naso all’insù, su prati che poco lontano hanno ancora qualche pennellata di bianco. Sul fondo note che ti invitano a perderti, come fosse il regalo più prezioso. Due giorni a due, come se gli anni fossero un dettaglio insignificante e il tempo da consumarlo in una risata. Alla fine la vita è inaspettatamente leggera quando ci si perde in qualcun altro.
La cucina di casa ha risentito di tutta quella luce: ho ritrovato anche quest’anno il rapone delle Murge (proprio simili  alle cime di rapa, ma con ammiccanti fiori gialli sparsi qua e là) e sono finiti nella ricetta di oggi.

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Pollo al latte di cocco e riso pilau

apertura pollo mauritius 930 px

La cucina è un modo per prolungare il piacere di un viaggio, per rivivere profumi e sapori, per fare a volte il giro del mondo stando fermi alla propria tavola. Di sicuro questo è uno degli aspetti che mi affascinano di più.

Sono tornata da Mauritius con tante, tante spezie, oltre a zucchero, rum e vaniglia. E ho cominciato a sperimentare. Un esempio? La ricetta di oggi a base di pollo al latte di cocco e riso pilau arricchito di lenticchie. Una ricetta per i grandi perfetta anche per i più piccoli.

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La torta cachi e cioccolato

torta cioccolato e cachi

E’ autunno. Pieno e multicolor. Ora sì. Il tepore delle coperte ha cominciato a giocare a nascondino col freddo di fuori e quel cielo che ormai si fatica a trovare, tanto è bigio e grigio.

L’autunno ha fatto capolino in cucina, silenziosamente mentre per settimane sembrava ancora fine estate: ho cucinato a più riprese zuppe e vellutate che nei colori ricordano le foglie che ridacchiano sotto i nostri piedi. Crick, crock.

Le bambine (ma direi pure il piccolo Lui) hanno abbracciato cantando la nuova stagione: Alice e Lea hanno fatto a gara a sgranare i fagioli (e devo dire che questo è un ottimo sistema per trovarsi un chilo e più di borlotti belli e pronti senza fare nulla:-)), la sottoscritta ha comprato e ricomprato le castagne promettendo a tutti un montebianco e una zuppa, sono arrivate le prime zucche compresa quella per la notte del 31. E come ogni ottobre comanda (e compleanno di Alice) i cachi hanno segnato il passaggio dall’estate all’autunno.

I cachi. Alice ogni anno pone la stessa domanda, una sorta di piacevole riconferma: “Mamma al mio compleanno arrivano i cachi?”. Per lei, ecco complenano significa anche arrivo dei cachi. Con tutto il loro carico di arancione e la promessa di posatine nei semi.

Devo dire che quest’anno di semi non ne abbiamo ancora trovati (nonostante vi assicuro di cachi qui ne abbiamo consumati a cassette).

La passione cachi infatti ha trovato nuovi adepti, finendo pure nei piattini a colazione! Edo compreso:-)

Io non ho resistito e come mio solito mi sono data alle declinazioni. Dolci e salate.

Oggi vi presento la dolce. In realtà si tratta di una reinterpretazione di una torta facile, facile, tipica della mia zona che due anni fa è finita pure nel mio secondo libro, La Forchettina, come La torta dell’elfo. Perché il segreto sta tutto nel riposo notturno di pane, latte, cacao e biscotti e in quelle manine, piccole, piccole dell’elfo che arrivano ad ammorbidere e amalgamare.

In questa versione ho aggiunto i cachi (ma ci ho provato anche con mele e pere). Ci è talmente piaciuta che l’ho rifatta di fila per tre settimane e ogni volta mi dicevo che sarebbe durata almeno lo spazio di due giorni, considerata l’assuefazione. Nulla. Che vi devo dire qui piace ma piace proprio.

 

Dimenticavo. Nel mentre una pupa è diventata più grande: è ufficiale, ormai ci vogliono proprio due mani per contare i suoi splendidi 7 anni.

Quest’anno è stato tutto un po’ diverso, con il compleanno festeggiato in riva all’ultimo mare di stagione.

Insieme, io e lei abbiamo preparato dei biscotti, Frozen style (che qui l’Aliciotta adora Elsa, la sorella grande proprio come lei) da portare a scuola: ogni biscotto nella sua bustina, tutte rigorosamente nominate dalla pupa.

 

La ricetta della torta. Questo è un dolce che si fa un po’ ad occhio, a seconda delle vostre preferenze, più o meno cioccolato, più o meno morbida ( e degli avanzi disponibili:-)).

piesse: informazione di servizio. Sabato 8 novembre, ore 16.30, prima presentazione di Facciamo merenda! presso la libreria Librogiocando di Monza, via Vittorio Emanuele 13.

Ci sarà un laboratorio di disegno e colori per i più piccoli (della serie con Miss Cia potranno creare i loro compagni di merenda).  E’ un piacere essere ancora una volta loro ospiti.

Per partecipare scrivete a: postmaster@librogiocando.it

Ingredienti (per una torta di diametro di circa 26 cm)

300 g di amaretti

300 g di biscotti secchi

200-300 g di pane secco

2-3 cucchiai di farina (io ho usato un mix di farro e riso)

100 g di cacao amaro

circa 1 l tiepido  di latte

1 uovo

1 cucchiaio di olio di oliva delicato

la polpa di due cachi

100 g di cioccolato fondente (io un extra 75%)
un cucchiaino di lievito

un pizzico di sale

2 cucchiai di zucchero di canna

mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere

50 g di pistacchi non salati

 

Procedimento

Prendete una ciotala bella capiente. Versate dentro amaretti e biscotti, con un cucchiaio di legno frantumateli (sfogando le tensioni della giornata, che questa torta è terapeutica prima e dopo!), aggiungete il pane a tocchetti e il cacao amaro. Infine bagnate a filo con il latte tiepido: mescolate nuovamente. Coprite con un panno e dimenticatevene fino al giorno successivo: ci penserà l’elfo ad ammorbidere tutto per bene (le mie pupe vanno matte per questa fase “notturna”).

Il giorno dopo, riprendete l’impasto, aggiungete l’uovo, la farina (più o meno a seconda della consistenza più o meno morbida che volete ottenere), lo zucchero, la vaniglia, il cioccolato sciolto a bagnomaria, metà dei pistacchi frantumati, il pizzico di sale, la polpa dei cachi e il lievito.

Ungete una teglia con l’olio, versate l’impasto e decorate la superficie con i pistacchi interi.

Cuocete in forno a 175° per circa 40 minuti.