
Funziona sempre così. Basta un weekend, qualche giorno fuori dal contesto, giusto una gita di quelle vado e vengo, e la sottoscritta si fa prendere dalle passioni culinarie del "loco". Un esempio? La fregola. Allora confesso la verità. Erano circa due o tre mesi che la fregola stanziava nella mia dispensa. Appena acquistata era stata il mio orgoglio. Perché del tipo non industriale, bella grezza e irregolare. Una felicità a metterci le mani. Poi è rimasta lì. Sola e abbandonata.
Al ritorno dall'isola si è riaccesa la passione. E "sa fregola" si è unita a spinaci, freschi, freschi, e ceci.

Ho sempre pensato che le arance migliori fossero siciliane. Le mie preferite? Rosse, succose e dolci. Poi qualche giorno, al mercato dell'isola, trovo un produttore locale che vende arance. Cartello grosso con specifica: "Arance sarde, di Muravera". E mi è presa la curiosità. Io, un po' perplessa, mi dò comunque all'acquisto con chiacchierata. Mentre scopro che a Muravera (Sud Sardegna) c'è pure una sagra dedicata all'arancia, alla pupa viene proposto l'assaggio. L'aliciotta ha gradito, fetta d'arancia da un lato e fetta di pecorino dall'altro (sì è stato giro di assaggi:-)).