
Di uova e coccodè sul Cucchiaino ne avevo già parlato qui e oggi ne ho pure parlato qui. Però ammetto che al di là di ricette, letteratura in materia (di uova, sì signori, pure Dante ha scritto la sua) e cotture 3 minuti, cinque minuti, dieci minuti, eccessiva, l’uovo in assoluto che più mi ha colpito è stato quello col bollino reale (in attesa arrivi quello 100% fondente di Pasqua da qualcuno:-)). Da noi, poveri mortali, a meno che non vi approviggionate direttamente dalle galline per intermedia indulgenza (come fa l’aliciotta), le uova riportano sul guscio numeri e date, giusto per non sbagliarsi sul consumo.
In Inghilterra invece ho scoperto che c’è il marchio della corona (almeno su quelle che mi è capitato di acquistare lì): come se ogni uovo ricevesse la benedizione e l’approvazione di queen Elizabeth.

Il terremoto, quello d'Abruzzo, l'ho vissuto molto lontano da casa, dall'Europa e dai giornali. Una notizia grande, terribile, spiegata in francese. Il pensiero, mi ricordo, è subito volato al mio paese dove spesso le catastrofi naturali si trasformano in tragedie di anni e anni, senza soluzione. Tornata in Italia la grande onda di emozioni era passata, almeno quella dettata dai giornali e dalle tv. Ho cercato di recuperare le immagini e le parole perché dopo aver vissuto in maniera molto forte altri eventi per ragioni anche di lavoro (lo tsunami, ad esempio) mi pareva strano sentirmi ora quasi estranea. Ho letto, ascoltato e cercato di capire nel corso dei mesi se effettivamente qualcosa rispetto al passato era cambiato.
E ancora una volta credo sia stato l'orgoglio della gente, la volontà di rinascere e ricostruire a fare la differenza.