
Pensi che la primavera stia tutta in una riga di poesia. Con quel 21 ben stampato nella memoria: questione di luce, giornate che si fanno tiepide e rami che si colorano. Bene, così è ma si tratta di equinozi. E quest'anno, e quello dopo e quello dopo ancora, la primavera arriva il 20. Niente 21. E per una che aspetta il 21 a primavera per tutto l'anno, nemmeno fosse Natale o il compleanno, questa cosa è destabilizzante. Metteteci una settimana di grigio, Lui via oltreoceano e pochissime forze per macinare i devo.
Poi basta una giornata di sole, una manciata di piselli freschi e una pupa al seguito dal "verduriferofruttivendolo" e tutto cambia.

E' volata, un po' come succede ultimamente a tutte le mie giornate. L'abbraccio del mattino con quella canzoncina che l'ha fatta sorridere. Vuoi per la mia cantilena buffa, vuoi perché è ancora una cucciola. Una leoncina morbida che assomiglia, zucchero a parte, a quella creata dalle mani di Polvere di Zucchero.
Sì, perché dopo molte pensate, la torta la faccio io (e Lui a dire anche no:-)), la torta la prendo lì o là, ho posato lo sguardo sulla figurina nella cornice, disegnata un anno fa da Miss Cia. E ho scritto alla maghetta dello zucchero. Ne è uscita la meraviglia che vedete in foto!